Trasferirsi in Italia: visti, residenza e cittadinanza (guida 2027)
Guida pratica 2027 per trasferirsi in Italia: cosa cambia per cittadini UE ed extra-UE, visto per residenza elettiva, nomadi digitali, cittadinanza per discendenza e primi passi dopo l'arrivo.

Come trasferirsi in Italia dipende soprattutto dalla tua cittadinanza. Se hai un passaporto UE, SEE o svizzero puoi vivere e lavorare in Italia senza visto. Se vieni da un paese extra-UE devi ottenere un visto nazionale di lungo soggiorno (tipo D) prima di partire e, dopo l'arrivo, un permesso di soggiorno. Questa guida spiega le strade principali nel 2026 e gli errori da evitare.
I requisiti cambiano e possono variare da un consolato all'altro. Controlla sempre le regole aggiornate sul portale ufficiale Visti per l'Italia (vistoperitalia.esteri.it) e sul sito del consolato competente.
Se hai un passaporto UE, SEE o svizzero
Puoi restare in Italia fino a tre mesi senza formalità. Per fermarti più a lungo devi iscriverti all'anagrafe del comune dove vivi, dimostrando di lavorare, di avere risorse sufficienti o di studiare, e di avere una copertura sanitaria. Servono poi il codice fiscale e l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale.
Se vieni da un paese extra-UE
Visto per residenza elettiva (senza lavorare in Italia)
È la strada più usata da pensionati e da chi vive di reddito passivo, come pensione, investimenti o affitti.
- Non puoi lavorare in Italia con questo visto e il reddito da lavoro attivo, in genere, non conta.
- Non esiste una cifra nazionale unica, ma i consolati guardano spesso a circa 31.000-32.000 euro l'anno per una persona, di più per il partner.
- Di solito servono un contratto di affitto registrato o un atto di proprietà in Italia, un'assicurazione sanitaria, il casellario giudiziale pulito e la prova del reddito.
- Il visto dura un anno. Dopo l'arrivo si chiede il permesso di soggiorno, rinnovabile finché le condizioni restano valide.
Visto per nomadi digitali e lavoratori da remoto
È pensato per chi lavora da remoto per datori di lavoro o clienti fuori dall'Italia.
- Bisogna essere lavoratori altamente qualificati, in genere con una laurea o diversi anni di esperienza.
- Nel 2026 il reddito di riferimento è di circa 28.000 euro lordi l'anno, da lavoro svolto durante il soggiorno in Italia.
- Servono un alloggio in Italia, un'assicurazione sanitaria e, di solito, alcuni mesi di estratti conto.
- La domanda si presenta al consolato italiano del paese in cui risiedi legalmente, non dall'Italia.
- La tariffa indicata è di circa 116 euro e i tempi cambiano molto da consolato a consolato.
Altre strade
Esistono anche i visti per studio, il lavoro subordinato con sponsor e il visto per investitori. Comprare casa in Italia, da solo, non dà diritto alla residenza.
Cittadinanza italiana per discendenza
Dal marzo 2025 le regole sono molto più strette. In breve, serve un genitore o un nonno nato in Italia che avesse solo la cittadinanza italiana nel momento rilevante, oppure rientrare in una delle poche eccezioni previste. La Corte costituzionale ha confermato la riforma nel 2026, ma alcune questioni collegate sono state rinviate alla Corte di giustizia dell'UE, quindi il quadro potrebbe ancora cambiare. Se hai antenati italiani, fai verificare i documenti di famiglia prima di dare per scontato di averne diritto.
Primi passi dopo l'arrivo
- Se vieni da un paese extra-UE, chiedi il permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall'ingresso, con il kit disponibile in posta.
- Ottieni il codice fiscale: serve per affitto, conto bancario e utenze.
- Iscriviti all'anagrafe del comune di residenza.
- Organizza la copertura sanitaria prevista dal tuo tipo di visto o di soggiorno.
Tasse: cosa sapere
- Se passi in Italia più di 183 giorni l'anno, di norma diventi residente fiscale italiano e i redditi esteri possono essere tassati in Italia.
- Alcuni nuovi residenti possono accedere a regimi speciali, come il regime degli impatriati, ma i requisiti sono stretti.
- Se hai anche la cittadinanza di un altro paese, verifica gli obblighi fiscali nel paese d'origine.
Prima di partire, parla con un consulente fiscale esperto di situazioni internazionali.
Errori comuni
- Fare domanda prima di avere un contratto di affitto o un atto di proprietà.
- Usare reddito da lavoro per un visto per residenza elettiva.
- Credere che comprare casa dia la residenza.
- Non apostillare e tradurre i documenti richiesti dal consolato.
- Restare oltre il limite dei 90 giorni in attesa dei documenti.
- Contare sull'ascendenza senza controllare le nuove regole.
Come possiamo aiutarti
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Questo articolo ha scopo informativo generale e non costituisce consulenza legale o fiscale.
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